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NFT: cosa sono, come funzionano, come investire

Se un anno fa in strada avessi chiesto a cento persone se avessero mai sentito nominare gli NFT nessuno avrebbe saputo rispondermi.

Oggi invece, se dovessi porre la stessa domanda, quasi tutti direbbero di averli almeno sentiti nominare.

Nel giro di pochi mesi sono passati dall’essere un qualcosa di marginale ad essere un vero e proprio settore dal valore di mercato di decine di miliardi di dollari.

NFT: la loro storia

Nonostante siano diventati estremamente popolari solo di recente, gli NFT hanno una storia abbastanza lunga alle loro spalle.

La prima comparsa di una sorta di NFT è datata al 2012-2013 [1] quando furono inventati i “colored coins” che non erano altro che token rappresentanti beni reali su Blockchain. Il possedimento di questi token equivaleva alla possedimento nella vita reale di quello che raffiguravano.

Poco tempo dopo, nel 2014, venne fondato Counterparty, il primo esempio di piattaforma in cui era possibile creare e vendere dei propri token, concetto molto simile a quello degli NFT.

Negli anni successivi questa piattaforma cominciò a espandersi e vennero create le prime collezioni di crypto-art come “crypto kitties” e i famosissimi “crypto punk”.

Nel 2018 gli NFT erano noti ai più esperti di blockchain ma è solo nel 2021 che sono diventati ufficialmente mainstream, grazie alla vendita per milioni di dollari di alcuni di questi token.

Ora che conoscete la loro origine è il momento di spiegarvi nel modo più semplice possibile di che cosa si trattano.

NFT: che cosa sono?

Innanzitutto, NFT è l’acronimo di Non-fungible token, che tradotto in italiano significa: token non fungibile. Ma che cosa vuol dire? Un bene fungibile è un qualcosa che non ha una specifica individualità e che potrebbe essere tranquillamente scambiato con qualcos’altro di uguale. Gli NFT in quanto non fungibili sono esattamente l’opposto.

Sono dei token unici che quindi non possono essere scambiati per un’altro identico token, in quanto di ogni NFT esiste una e una sola copia.

Per rendere tutto più chiaro facciamo un esempio. Bitcoin è un bene fungibile, visto che in questo momento ce ne sono circa 19 milioni tutti uguali in circolazione. Non c’è alcuna differenza tra un Bitcoin e un altro.

Un’opera d’arte invece è un bene non fungibile visto che è unica e non esiste una identica con cui può essere scambiata senza rendersene conto.

Gli NFT vanno pensati come delle opere d’arte uniche. Ora vi spiegherò precisamente come funzionano.

NFT: come funzionano?

Un NFT può rappresentare qualsiasi cosa, sia un bene fisico che digitale. Può essere per esempio un quadro, una canzone, un video ma anche qualcosa collegato al mondo reale come un documento o un biglietto per un concerto.[2]

Ogni NFT può avere solo un proprietario alla volta. Tutti i non-fungible token hanno un unico codice identificatore salvato sulla blockchain e sono direttamente collegati a un wallet. Quando compri un NFT non ti viene spedita la versione fisica di ciò che hai comprato. Avviene semplicemente il passaggio di proprietà nella blockchain.

Chiunque può verificare da chi è posseduto un NFT, quindi è impossibile fingere di possedere un certo token e magari vendere a qualcun altro una copia non ufficiale di quello che desidera.

La maggioranza degli NFT è basata sulla blockchain di Ethereum, ma anche diversi progetti basati su Solana ed altre piattaforme hanno avuto un forte riscontro.

NFT: come crearne uno?

Come ha già detto qualsiasi cosa può essere un NFT, quindi supponiamo vogliate crearne uno su un disegno che avete fatto qualche giorno fa. Vi basterà fare una foto o una scansione del vostro disegno, dopodichè dovrete andare su una piattaforma che vi permetterà di trasformare il vostro file in formato png o jpeg in un NFT. Una delle più note è Rarible.

Dopo che hai caricato il tuo disegno sulla piattaforma dovrai connettere il tuo futuro NFT a un wallet blockchain, che puoi creare online in pochi minuti. Dopo aver fatto ciò, per coniare definitivamente il token e poter effettivamente metterlo in vendita dovrai pagare una gas fee. Quest’ultima si tratta di una tassa da pagare per ricompensare i miner di Ethereum del lavoro per creare il tuo token. Non ha un valore fisso, in genere ammonta a pochi euro ma in certi periodi può arrivare a costare decine di euro, assicurati di coniarlo in un momento in cui non è troppo alta.

Pagata questa tassa puoi mettere in vendita il tuo NFT, che verrà messo all’asta. Se riceverai un’offerta che si soddisfa potrai accettarla e a quel punto l’NFT diventerà di proprietà del nuovo acquirente.

Ottima notizia però: il creatore del token riceve per sempre una commissione su tutte le future vendite. Se quindi anche tra qualche anno l’NFT da te creato continuerà ad essere scambiato, continuerai a ricevere una commissione.[3]

NFT: come investire?

Guadagnare con gli NFT è possibile non solo creandoli ma anche investendoci. Investirci è estremamente facile, vi basterà andare su un marketplace come Opensea, trovare un NFT che vi attira e provare a fare un offerta. Se il proprietario la accetterà l’NFT sarà ufficialmente vostro.

Attenzione però, è facile comprarli ma è anche molto facile perderci soldi. Si tratta infatti di un investimento molto rischioso e imprevedibile.

Per avere qualche speranza di rivendere a un prezzo più alto il vostro token, dovete acquistarne uno che, a detta vostra, possa avere mercato.

Si tratta poi di un investimento a medio-lungo termine, potrebbero volerci anche anni prima che il vostro token prenda valore, quindi non aspettativi grandi guadagni dopo pochi giorni.

Il mio consiglio è di informarsi bene prima di investire, e magari comprare un token di un campo di cui siete esperti, che sia musicale, artistico o di qualsiasi altro genere.

Conclusione

Gli NFT sono sicuramente un qualcosa di estremamente innovativo e affascinante. Sono diventati in pochi mesi uno dei settori più rilevanti dell’intero mondo blockchain, e chissà se continueranno a crescere.

È possibile guadagnare investendo in NFT, ma è comunque incredibilmente rischioso, molto di più dell’investimento in crypto. Bisogna quindi operare con estrema cautela, mantenendolo come hobby o comunque dedicandoci al massimo una porzione marginale del nostro portafoglio.

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