NEO: guida completa alla criptovaluta

NEO è uno dei progetti più innovativi nell’ambito delle criptovalute. Il token NEO è tra le prime 30 criptovalute al mondo per capitalizzazione e riscuote molto successo, in particolare in Asia.

È nato proprio in questo continente, più precisamente in Cina. In molti non lo chiamano però con il suo nome ufficiale, NEO e preferissono soprannominarlo invece “L’Ethereum cinese”. Più avanti nell’articolo scoprirete il motivo di questo soprannome e perché è paragonato ad Ethereum.

Ha avuto il suo periodo di massimo splendore nel 2018, quando raggiunse la capitalizzazione di 10 miliardi di euro. Ha subito poi un crollo tra il 2018 e il 2019 e nel 2020 è tornato a crescere fino a raggiungere quasi 100€ nel 2021.

In questo articolo andrete a scoprire le principali caratteristiche di NEO, le sue funzioni, confrontandolo con il suo concorrente principale: Ethereum.

NEO: Che cos’é?

Neo è una piattaforma blockchain che consente di creare applicazioni decentralizzate e Smart Contract. Si definisce come un network distribuito per la smart economy, ovvero un ecosistema dove vengono integrati asset digitali, identità digitali e smart contract.

Fornisce una soluzione per la digitalizzazione e la gestione dei beni fisici in maniera decentralizzata, andando a creare una sorta di sistema finanziario digitale collegato a quello reale.

Per essere poi conforme alle normative integra soluzioni come il KYC, ovvero un controllo sull’utente, per evitare che compia riciclaggio o azioni illegali tramite la piattaforma. [2]

Il token del sistema si chiama proprio NEO ed è una criptovaluta pre-mined con una quantità massima di 100 milioni. Una delle particolarità di Neo è però il suo modello dual token. [3]

Che cos’è un modello dual token?

È una caratteristica unica di Neo, che è infatti la prima blockchain ad aver mai adottato questo sistema. Consiste nell’avere due token separati all’interno della piattaforma, in questo caso NEO e GAS.

Il token NEO può essere pensato come un’azione (share) all’interno dell’ecosistema, che attribuisce il diritto di eleggere i membri del comitato che andranno poi a gestire il funzionamento del sistema stesso. [4]

La sua unità minima è 1, indivisibile. Questo lo rende uno dei token basati su blockchain più scarsi, in quanto è uno dei pochi che non può essere diviso in parti più piccole.

GAS invece è una sorta di dividendo di NEO, che viene dato ai possessori di NEO ogni anno. I GAS possono essere utilizzati per pagare il costo delle transazioni sul network.

Protocollo

La maggior parte delle criptovalute utilizza il protocollo Proof of Work o il Proof of Stake. Neo invece no: utilizza un protocollo creato dal co-fondatore Zhang, che si chiama dBFT (Delegated Byzantine Fault Tolerance).

Ecco come funziona.

Ogni utente possessore di NEO vota per un delegato, responsabile di verificare la validità delle transazioni. Ci sono alcuni requisiti da rispettare per poter diventare delegato. Ad esempio avere un’identità confermata e possedere mille GAS. Per disporne di così tanti, questa persona deve possedere migliaia di NEO. [5]

Successivamente, tra tutti i delegati ne viene estratto uno specifico, responsabile di creare il nuovo blocco che, una volta creato, viene inoltrato a tutti i restanti delegati. Il 66% di tutti i delegati deve essere d’accordo sulla validità di questo prima che venga aggiunto alla blockchain. [6]

In pratica quindi tutti i possessori di NEO commissionano a un delegato la gestione della piattaforma.

Vantaggi del dBFT

  • Utilizza pochissima energia.
  • Velocità, permette di generare un blocco ogni 15 secondi (un ottimo tempo) e inoltre può reggere oltre mille transaction per second.
  • Sicurezza, è uno dei protocolli più sicuri e inviolabili. [7]

Difetti del dBFT

  • Non è anonimo, i delegati devono rivelare la propria identità.
  • Centralizzazione. Per funzionare questo protocollo non può girare in maniera completamente decentralizzata, c’è bisogno di un’autorità che lo controlli. [8]

NEO: storia della criptovaluta

Innanzitutto NEO non si è sempre chiamata così. Inizialmente si chiamava Antshares. È stata fondata in Cina nel 2014 da Da Hongfei e Erik Zhang. Si tratta del primo progetto cinese su blockchain.

Nel 2015 il suo codice viene reso open-source e viene pubblicato il whitepaper, ovvero il documento dove vengono spiegate tutte le caratteristiche di una nuova criptovaluta.

Il 2017 è l’anno della svolta con il re-branding del progetto.

Hongfei e Zhang decidono di cambiare strategia e di concentrarsi su un token che aiuti a costruire una ‘smart economy’. Per operare questi cambiamenti bisognava però cambiare anche il nome. Decidono così di modificarlo in NEO. Questo termine deriva dal greco ‘νέο’ e significa ‘nuovo’.

Con il nuovo nome inizia un periodo di splendore per il progetto, che comincia ad acquistare sempre più popolarità.

Nel 2018 viene annunciata la versione 3.0, che verrà completata a fine 2021 e si preannuncia come un aggiornamento rivoluzionario. [9]

Smart Economy di NEO

Neo per Smart Economy intende l’uso di asset digitali, identità digitale e smart contract. In questo paragrafo andremo ad affrontare queste tre singole cose.

Asset digitali

Sono beni fisici che vengono digitalizzati. Con la tecnologia blockchain, la digitalizzazione dei beni può essere decentralizzata, affidabile, tracciabile, altamente trasparente e senza intermediari.

Su NEO, gli utenti sono in grado di registrare, scambiare e far circolare diversi tipi di beni. Provare la connessione tra beni digitali e fisici è possibile attraverso l’identità digitale.

I beni registrati attraverso un’identità digitale convalidata sono poi protetti dalla legge. [10]

Identità digitale

L’identità digitale è un modo per dimostrare chi siamo online, in modo sia sicuro sia che offra protezione dei dati e che salvaguardi le nostre informazioni personali.

In pratica, l’identità digitale è un’estensione degli attuali documenti d’identità fisici come le patenti di guida, i passaporti e le carte bancarie.

Offre però agli individui più privacy e controllo su come le loro informazioni sono usate e condivise, mentre allo stesso tempo elimina le minacce associate ai documenti d’identità fisici, come il furto e la contraffazione.

Permette agli individui di verificare in modo sicuro le loro identità quando effettuano transazioni online, in modo simile a come presentano attualmente la loro carta d’identità per la verifica in molte attività quotidiane – ma con un maggiore livello di protezione dei dati.

Questa identità digitale potrebbe essere conservata su blockchain e l’obiettivo di NEO è che venga conservata sulla sua blockchain. [11]

Smart contract

Gli smart contract sono stati ideati per la prima volta dal crittografo Nick Szabo nel 1994, solo cinque anni dopo la creazione del World Wide Web. Secondo la definizione di Szabo: ‘Quando una condizione pre-programmata viene attivata, il contratto intelligente eseguirà le condizioni contrattuali corrispondenti.’

La tecnologia Blockchain ci fornisce un sistema decentralizzato, resistente alle manomissioni e altamente affidabile in cui gli smart contracts si integrano alla perfezione.

NEO ha già un sistema indipendente per la creazione di Smart Contract: NeoContract. [12]

NEO 3.0: Novità

NEO 3.0 è la nuova versione della criptovaluta cinese. È stata annunciata per la prima volta nel 2018 dal co-fondatore del progetto Erik Zhang.

Siamo veramente vicini al suo lancio, che è previsto nei prossimi mesi, più precisamente a settembre 2021.

È l’aggiornamento più significativo che sia mai stato fatto. Potrebbe essere ciò che farà svoltare questa criptovaluta e farle spiccare il volo.

Vediamo insieme quali sono le principali novità che porta con sé questa terza versione.

  • Smart Contract. Con la terza versione sarà molto più facile ed economico per gli sviluppatori creare Smart Contract sulla blockchain di Neo. Si potranno utilizzare molti linguaggi di programmazione diversi. Questo costituisce un grande vantaggio per i programmatori, in quanto non li costringe ad usare un solo linguaggio o a doverne imparare uno apposta. Possono usare quello che preferiscono, scegliendo ovviamente tra quelli supportati (che sono peraltro quasi tutti quelli più diffusi). Sono stati ridotti di molto anche i costi di utilizzo e questo renderà la blockchain accessibile a tutti. [13]
  • NeoFS. Si tratta di una sorta di database decentralizzato costruito all’interno della blockchain Neo. Consentirà di ospitare applicazioni in maniera completamente decentralizzata e sicura. Essendo basata su blockchain, gli sviluppatori potranno sfruttare gli incredibili vantaggi di questa tecnologia. Forse in futuro NeoFS ospiterà tanti progetti rivoluzionari. [14]
  • NeoID. È uno strumento di identità decentralizzata. Consentirà l’autenticazione degli utenti nelle applicazioni decentralizzate. In questo modo gli utenti potranno effettuare l’accesso e verificare la propria identità in maniera sicura e senza rinunciare alla privacy. [15]
  • Interoperabilità. Ovvero la capacità tra le diverse blockchain di comunicare e collaborare tra loro. Si tratta di una caratteristica fondamentale. In futuro infatti è improbabile che tutti utilizzeremo una sola blockchain e una sola criptovaluta. Ne useremo probabilmente ben più di una ed è quindi importante che possano comunicare tra di loro. Nella versione 3.0 di Neo viene attribuita molta importanza a questo aspetto. Risulta infatti integrato nella struttura lo strumento Poly Network. È un programma che consente alle blockchain che lo integrano di comunicare facilmente tra loro. Al momento lo utilizzano molti progetti nell’ambito crypto, ed è una grande notizia che anche Neo comincerà a utilizzarlo. [16]

NEO: Differenze con Ethereum

Neo ed Ethereum sono due progetti molto simili. Neo è proprio nato per ridimesionarlo. La creazione di smart contract e di applicazioni decentralizzate (DApp) sono le due funzionalità chiave di entrambe le piattaforme. Ma visto che svolgono entrambi le stesse attività, quali sono le differenze tra i due?

  • Linguaggio di programmazione. Come ho detto prima, Neo supporta molti linguaggi diversi, cosa che la rende molto apprezzata dagli sviluppatori. Ethereum invece ne supporta solo uno: Solidity, che tra l’altro è il linguaggio nativo della piattaforma e può essere usato solo all’interno di essa. In pochissimi lo conoscono ma se si vuole creare una DApp o uno smart contract su Ethereum bisogna impararlo. Questo rappresenta un grande limite. [17]
  • Protocollo. NEO si basa sul protocollo dBFT. Ethereum invece, per il momento, ancora sul vecchio Proof of Work ma verso la fine dell’anno dovrebbe spostarsi sul Proof of Stake.
  • Velocità. Attualmente Neo regge circa 33 transactions per second, ma con l’arrivo della versione 3.0 questo numero aumenterà di molto. Ethereum invece regge 15 transactions per second, ma anche qui con la prossima versione ci sarà un notevole aumento.
  • Commissioni. Neo è praticamente privo di commissioni, è quasi totalmente gratuito fare transazioni sulla sua blockchain, tranne in casi particolari. Per quanto riguarda Ethereum la situazione è completamente diversa. Le commissioni ci sono e possono essere anche molto alte. Non esiste una cifra fissa da pagare, ogni giorno cambia. Spesso però ammonta a diversi euro.
  • Modello dual token. Neo è strutturato secondo questo modello, Ethereum no. Anche quest’ultimo però a prima vista sembra diviso in due token, Ether e Gas, ma non sono token separati. Gas è una piccola parte di Ether. NEO e GAS invece sono due token diversi completamente separati.
  • Utilizzo. Al momento Ethereum è molto più utilizzata di Neo. Al momento solo in Cina e in Asia Neo è utilizzato, in occidente è quasi completamente sconosciuto.

Neo vs Ethereum: Qual è meglio?

Non c’è un progetto migliore dell’altro ora come ora. Per avere una risposta a questa domanda bisognerà aspettare qualche mese. Quando infatti uscirà la seconda versione di Ethereum, teoricamente tra fine 2021 e inizio 2022 e la terza di Neo, a settembre 2021, forse sarà possibile rispondere a questo quesito.

Con questi due aggiornamenti verranno risolti molti problemi che presentano al momento entrambe le piattaforme e forse avremo un’idea più chiara su quale è la migliore.

Ad oggi comunque Ethereum è un progetto più strutturato e già sfruttabile in molte delle sue potenzialità. Neo invece deve ancora fare tanta strada ed è in fase di sviluppo.

È quindi abbastanza rischioso investire in Neo al momento.

Conclusione

Neo cripotovaluta è un progetto ambizioso ma che sembra promettere molto bene. Al momento i modi in cui si può sfruttare sono abbastanza limitati, ma la situazione potrebbe presto cambiare.

L’uscita della versione 3.0 ci farà veramente capire le reali potenzialità e le reali funzioni di Neo. Se rispetteranno le scadenze, tra pochi mesi questa versione verrà lanciata, e chissà se sarà l’aggiornamento che lo farà diffondere e magari addirittura superare Ethereum.

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